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Archivio per la categoria ‘Milano vs Siracusa’

La ragazza che dava la luce

Pubblicato da nessunafrida su mercoledì, 16 dicembre 2009

In attesa del Natale cristiano, il numero di questa settimana di Milano vs. Siracusa, l’ultimo del 2009, ripercorre le origini pagane della principale festività del nostro calendario attraverso un triplice gemellaggio Nord-Sud.

Stoccolma-Milano-Siracusa, e ritorno. Un viaggio che parla di luce, di rinnovamento, di santità. In Svezia la ragazza che impersona Santa Lucia, vestita di bianco e con una corona di candele sul capo, è definita “colei che porta la luce”. Il 13 dicembre è il giorno in cui la Santa accende il Natale nei Paesi Nordici. Il suo culto attinge le proprie radici nelle antiche tradizioni pagane legate al ciclo solare. Prima dell’introduzione del calendario gregoriano, la regina della luce si festeggiava nel giorno più corto dell’anno, cioè il 21 dicembre, in occasione del solstizio d’inverno. E tutt’oggi a Stoccolma il 13 dicembre è un tripudio di sfilate, canti, balli e degustazione di dolci tipici, e naturalmente del glogg, il vino caldo speziato. Nel tempo, passando da una cultura a un’altra, alla figura della ragazza vestita di luce si è sovrapposta quella della martire siracusana, alla quale, nel 304 d. C., a causa delle persecuzioni di Diocleziano, furono strappati gli occhi che solo un miracolo subito dopo le restituì: a Siracusa Santa Lucia è la protettrice della vista, l’equivalente di colei che porta la luce. La sua ricorrenza è molto sentita in Lombardia: alla vigilia della festa i bambini le scrivono letterine con richieste di doni e, in attesa del suo arrivo, preparano il latte e il fieno per la santa e il suo asinello. La tradizione lombarda è quindi vicina a quella svedese, ne sente il richiamo magico delle antiche filastrocche e dei canti di Natale. Per questo il 14 dicembre, giorno dopo la festa ufficiale, Milano ha reso omaggio a Santa Lucia: un corteo di ragazze e bambine della Scandinavia, dai lunghi abiti bianchi e con in mano una candela accesa hanno attraversato piazza della Scala, la galleria Vittorio Emanule, fino al Duomo. Qui, sotto un luccicante albero di Natale si è esibito il coro dell’accademia Nordiska Musikgymnasiet di Stoccolma con canti della tradizione nordica e internazionale. È il caso di dirlo: Lucia porta luce ovunque e in modo del tutto diverso. Se pensiamo alla festività del 13 dicembre, a come viene vissuta a Siracusa (che tra l’altro dal 1970 è gemellata a Stoccolma per il culto alla santa), al calore e alla devozione che si crea attorno alla sua figura, ci si trova davvero in un’altra dimensione. Le emozioni si spostano sul binario del ‘sacro’: il pathos della folla che si incammina per le vie di Ortigia dietro il simulacro argenteo della santa, i piedi nudi tra la cera infuocata che scivola sull’asfalto, le voci, la voce: “sarausana iè”, i suoni metallici della banda, il tremore e la commozione di chi getta lo sguardo in su per ricevere una grazia, sono tutte note che vibrano nei cuori dei siracusani. Lucia è un nome che stringe a sè molte genti, è simbolo della luce per chi sta al Nord, è martire in Cristo per chi crede nella sua intercessione presso Dio, anche e soprattutto al Sud.

[ Pubblicato su "La Sicilia" il 15 dicembre 2009 ]

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Qui glassa ci Cova

Pubblicato da nessunafrida su martedì, 8 dicembre 2009

immagine pasticceriaCome ogni settimana, ecco l’articolo pubblicato per la rubrica Milano vs. Siracusa su “La Sicilia”.

Dolci: chi sa resistere alla tentazione di assaggiarli? Soprattutto quando si sente già profumo di feste natalizie, e questa e quell’altra ricetta passano dal suggerimento della vicina di casa fino a quel sapore irresistibile in bocca. Sembra inverosimile, ma da Milano a Siracusa i peccati di gola diventano un caso nazionale. Con la sopresa (o quasi) di ritrovare sulle facce della gente, da Nord a Sud, la stessa espressione languida, coi nasi appiccicati alle vetrine delle dolcerie che sfornano non si sa da quale secolo in qua. E proprio perché la golosità non ha confini, a Milano c’è chi sa bene quanto i dolci siciliani siano (lontano dalle diete) speciali. Chi, ad esempio, non può fare a meno del web, perché è a caccia del bar o della dolceria milanese che propone le paste di mandorle (come quelle che si vedono dodici mesi l’anno a Siracusa), oppure i cannoli e la cassata, è un cliente avvilito dalle malriuscite imitazioni. Cioè a dire: “la ricotta deve avere il siero, la mandorla deve essere quella giusta”, e non si dà pace (soprattutto se è figlio dell’Isola emigrato al Nord) fino a quando non trova il posto che garantisce la veracità del prodotto desiderato. E non è che Milano non sia prodiga di fantasia dolciaria; al contrario: chi non conosce la torta meneghina, il pan de mein, ovvero i dolcetti del giorno dei morti (che poi si rifilano per tutto l’anno), e soprattutto lui: il signor panettone, il vero protagonista di questo mese, e oltre? C’è una famosa pasticceria in via Montenapoleone, che sforna dal lontano 1817 uno dei migliori panettoni di Milano; e addirittura la leggenda vuole che nell’antico laboratorio, tra mestoli e forno, si cuocesse proprio quello che andava a deliziare il palato di Giuseppina Strepponi, grazie alla puntuale ordinazione del Maestro Verdi. Oggi si dice che la nota dolceria produca lo stesso panettone di due secoli fa; non solo, a chi lo acquista si raccomandano tutte le accortezze del mondo per conservarne la fragranza, ogni qual volta lo si vuole rigustare. A Siracusa, tanto per dire, prendere un panettone imbustato in un discount (meglio con un tre per due dopo le feste!) va più che bene. Anche se qualcuno non dimenticherebbe di fare la predica al pasticcere di fiducia, o a segnarlo sul libro nero per quei cannoli che l’ultima volta avevano un sapore diverso, non erano insomma quelli di sempre, chissà come mai, e forse sarà meglio non fidarsi e non tornare più in quel posto. La verità è che i palati fini vivono un po’ dovunque. Sebbene non sia difficile trovare un vespaio di gente pronto ad acchiappare al volo cassatelle e cannolicchi in un tipico chiosco della Stazione Centrale di Milano, solo perché c’è scritto su “made in Sicily”. Ma vi immaginate un venditore ambulante che distribuisce fette di penettone doc a piazza Duomo a Siracusa? Pensate ci sarebbe lo stesso vespaio?

[ Pubblicato su "La Sicilia" l'8 dicembre 2009 ]

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