Primo post del nuovo anno, terzo numero della nuova rubrica “Su di giri…” dell’edizione siracusana de “La Sicilia” per augurare a tutti un felice 2010!
Anno nuovo, vita nuova! È il mantra di tutti. Giovani, meno giovani, uomini e donne di ogni razza, cultura e religione, allo scoccare del Capodanno hanno sentito il desiderio del cambiamento. E forse non occorreva gettare dalla finestra o dal balcone di casa indumenti o oggetti appartenuti all’anno vecchio. Certo, questo è un rituale che in città come Napoli, dove la superstizione viaggia ad alta frequenza, libera lo stomaco e la testa di tante, troppe delusioni passate. Ma chi vive la scaramanzia a basso dosaggio, si è comunque lanciato dentro il calderone della speranza: addio tristezza e delusioni del vecchio anno! Può suonare un po’ strano, ma se fino al 28 dicembre si è stati pronti ad augurare pace e serenità al mondo intero, dal giorno successivo si è passati a desiderare per sè e per gli altri sentimenti e situazioni che sanno molto di concretezza. I soldi, in testa a tutto, e lì, vuoi per tradizione o no, anche i siracusani, durante il cenone di fine d’anno, hanno fatto il pieno di lenticchie e chicchi d’uva (dodici per l’esattezza, uno per ogni mese dell’anno), con l’augurio di trovarsi il portafoglio un po’ meno sgonfio e un conto in banca con almeno uno zero in più. Per non parlare della voglia di mettere a tacere quei mostri che ognuno chiama come meglio gli pare: sfiga, sfortuna, malasorte. A Siracusa, come del resto in tutte le città d’Italia, i negozi che propongono portafortuna e scacciasfortuna hanno registrato, anche per questo neo-anno, il boom delle vendite: ciondoli con corni, coccinelle, quadrifogli, maialini da ingrassare a suon di monete, gadget a forma di peperoncino, mazzetti di vischio e scope che dovrebbero allontanare energie e pensieri negativi. Così, tra auguri e altrettanti riti scaramantici, le menti e i cuori della stragrande maggioranza delle persone, all’alba del 2010, hanno alimentato i desideri di sempre: tolti i denari, un buon lavoro e un amore da favola; nonostante la generale presa di coscienza che in entrambi i casi potrebbero continuare a esserci più bastonate che carezze. Per quanto riguarda il lavoro, “crisi” è la parola che più di ogni altra è viaggiata sulla bocca degli italiani per tutto il 2009. Si è parlato fino allo sfinimento di tagli dei posti di lavoro, di aziende al collasso, concorsi bloccati, e soprattutto di frotte di giovani laureati in fuga con la speranza di trovare un’adeguata occupazione all’estero. Toccando il tasto dell’amore, poi, magari non diremmo che il 2009 è stato in assoluto l’anno delle coppie infelici, ma ha più o meno bazzicato tra i sentimenti offuscati che corrono di questi tempi. Insomma, il bilancio dell’anno passato non è di certo esaltante. Nonostante ciò, per qualsiasi cosa abbiano brindato i siracusani la notte di San Silvestro, auguriamo (e non solo a loro!) un migliore nuovo anno.
[ Pubblicato su "La Sicilia" il 5 gennaio 2010 ]