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Gliela incarto?

Pubblicato da nessunafrida su martedì, 22 dicembre 2009

In anticipo sull’anno che verrà parte la nuova sezione ‘Su di giri…’, che riprende l’omonima rubrica del quotidiano “La Sicilia”. Buon Natale a tutti!

Che nessuno tocchi il regalo dell’altro! Oggi siamo così attenti a quello che possiedono gli altri che finiamo col desiderare cose inaudite, cose di cui possiamo andare fieri solo nel Terzo Millennio. La scelta dell’altro ci insegue, anche a Natale. Le vetrine mettono in mostra tutto e il contrario di tutto. Internet fa di peggio: riempie la testa di chiunque con idee regalo che stanno in cima a classifiche virtuali, come se fossero i sogni di tutti. E dato che il Natale pian piano si va trasformando in una caccia al regalo più stravagante, nessuno, da Nord a Sud Italia, si può sentire smarrito di fronte a tante e tali occasioni. Perché è anche attraverso ciò per cui la gente sperpera la propria tredicesima a Natale che si attiva la bilancia del costume, delle tendenze di una società nell’annata ics piuttosto che nell’annata zeta. Così, non c’è da sbalordirsi se alle porte del 2010 un lui, invece di regalare il solito profumo, che a una lei piacerebbe e allo stesso tempo annoierebbe così tanto, decidesse di farle recapitare una stella a casa. E ovviamente non parliamo della pianta dai petali rossi che adorna i sottoscala e i davanzali delle abitazioni di mezza Italia. Parliamo di quella che luccica chissà in quale angolo del cielo, sperduta a occhio vivo in mezzo a miriadi di altre. Ci sono associazioni astrofile che vendono una stella con tanto di nome, certificazione sulle coordinate astrali, costellazione di appartenenza e foto dell’astro. Inoltre il pacchetto, che può anche essere acquistato via internet, non supera 100 euro se si desidera acquistare una coppia di stelle che andrebbero a scaldare i cuori di due innamorati. Un regalo originale, soprattutto in un periodo come quello natalizio, in cui l’idea di possedere un astro sa tanto di stella cometa e occhietti puntati a sbirciare il cielo. Ovviamente si tratta solo di un’idea, visto che gli astri non possono essere venduti come arance al mercato. Sta di fatto che quest’anno ricevere un ‘pacchetto stella’ è tra i pensieri più sfiziosi che viaggiano anche nella mente dei siracusani. Soprattutto quando a riceverlo sono le donne, sposate e fidanzate, e comunque ‘vittime’ di una moda che, secoli ma anche solo qualche decennio fa, avrebbe fatto meravigliare o addirittura inorridire poeti e uomini comuni, innamorati e non. Pensiamo al classico quadretto in cui un lui e una lei, in preda a un attacco di romanticismo acuto, si scambiano promesse di amore eterno, puntando il dito verso un qualsiasi cantuccio del cielo e accordandosi sulla stella che animerà il loro sentimento quando saranno lontani. Ecco, oggi il pensiero, soprattutto a Natale, diventa quasi realtà. Col rischio, purtroppo, di tagliare le gambe all’immaginazione e di consolarsi con un freddo e dettagliato certificato su un astro, che molto probabilmente non potrà essere neppure ammirato. E le stelle stanno a guardare…

[ Pubblicato su "La Sicilia" il 22 dicembre 2009 ]

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La ragazza che dava la luce

Pubblicato da nessunafrida su mercoledì, 16 dicembre 2009

In attesa del Natale cristiano, il numero di questa settimana di Milano vs. Siracusa, l’ultimo del 2009, ripercorre le origini pagane della principale festività del nostro calendario attraverso un triplice gemellaggio Nord-Sud.

Stoccolma-Milano-Siracusa, e ritorno. Un viaggio che parla di luce, di rinnovamento, di santità. In Svezia la ragazza che impersona Santa Lucia, vestita di bianco e con una corona di candele sul capo, è definita “colei che porta la luce”. Il 13 dicembre è il giorno in cui la Santa accende il Natale nei Paesi Nordici. Il suo culto attinge le proprie radici nelle antiche tradizioni pagane legate al ciclo solare. Prima dell’introduzione del calendario gregoriano, la regina della luce si festeggiava nel giorno più corto dell’anno, cioè il 21 dicembre, in occasione del solstizio d’inverno. E tutt’oggi a Stoccolma il 13 dicembre è un tripudio di sfilate, canti, balli e degustazione di dolci tipici, e naturalmente del glogg, il vino caldo speziato. Nel tempo, passando da una cultura a un’altra, alla figura della ragazza vestita di luce si è sovrapposta quella della martire siracusana, alla quale, nel 304 d. C., a causa delle persecuzioni di Diocleziano, furono strappati gli occhi che solo un miracolo subito dopo le restituì: a Siracusa Santa Lucia è la protettrice della vista, l’equivalente di colei che porta la luce. La sua ricorrenza è molto sentita in Lombardia: alla vigilia della festa i bambini le scrivono letterine con richieste di doni e, in attesa del suo arrivo, preparano il latte e il fieno per la santa e il suo asinello. La tradizione lombarda è quindi vicina a quella svedese, ne sente il richiamo magico delle antiche filastrocche e dei canti di Natale. Per questo il 14 dicembre, giorno dopo la festa ufficiale, Milano ha reso omaggio a Santa Lucia: un corteo di ragazze e bambine della Scandinavia, dai lunghi abiti bianchi e con in mano una candela accesa hanno attraversato piazza della Scala, la galleria Vittorio Emanule, fino al Duomo. Qui, sotto un luccicante albero di Natale si è esibito il coro dell’accademia Nordiska Musikgymnasiet di Stoccolma con canti della tradizione nordica e internazionale. È il caso di dirlo: Lucia porta luce ovunque e in modo del tutto diverso. Se pensiamo alla festività del 13 dicembre, a come viene vissuta a Siracusa (che tra l’altro dal 1970 è gemellata a Stoccolma per il culto alla santa), al calore e alla devozione che si crea attorno alla sua figura, ci si trova davvero in un’altra dimensione. Le emozioni si spostano sul binario del ‘sacro’: il pathos della folla che si incammina per le vie di Ortigia dietro il simulacro argenteo della santa, i piedi nudi tra la cera infuocata che scivola sull’asfalto, le voci, la voce: “sarausana iè”, i suoni metallici della banda, il tremore e la commozione di chi getta lo sguardo in su per ricevere una grazia, sono tutte note che vibrano nei cuori dei siracusani. Lucia è un nome che stringe a sè molte genti, è simbolo della luce per chi sta al Nord, è martire in Cristo per chi crede nella sua intercessione presso Dio, anche e soprattutto al Sud.

[ Pubblicato su "La Sicilia" il 15 dicembre 2009 ]

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